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- Perché mette insieme tre eccellenze della sanità italiana, punto di riferimento e di avanguardia in ambito oncologico, neurologico e di infettivologia, dando luogo a un nuovo complesso sanitario per la ricerca, la cura e la didattica e perciò a un sistema pubblico integrato di funzioni complesse e di eccellenza clinica e scientifica a valenza nazionale e internazionale.
- Perché si trova alla frontiera di una rivoluzione chiamata medicina molecolare: un nuovo paradigma di ricerca che ha origine dall’impatto della conoscenza del genoma sulla medicina e un nuovo ambito di cura, in cui le terapie emergono dalla comprensione delle basi molecolari delle malattie. Una disciplina “a monte” del concetto stesso di patologia, perché favorisce lo sviluppo di strumenti di prevenzione, diagnosi e cura personalizzati. Un nuovo settore della medicina, che oggi è anche principale fonte di investimento delle maggiori aziende farmaceutiche: già oggi gli investimenti in genomica crescono più di quelli nella medicina tradizionale.
- Perché è un’iniziativa pubblica pensata per il pubblico, ovvero per fornire una nuova piattaforma di sviluppo per tre grandi strutture di eccellenza nella clinica, ricerca e didattica - Istituto Besta, Istituto dei Tumori e Azienda ospedaliera e Polo universitario Sacco – crescita che necessitano di nuovi spazi e prospettive di sviluppo per crescere ed essere ancora più competitive. Un tassello importante in un momento storico come questo, in cui la recessione economica si scontra con un welfare insufficiente a soddisfare le esigenze sanitarie privato della comunità, e in una regione come la Lombardia che ha saputo tenere in equilibrio e mettere in “competizione-collaborazione virtuosa” pubblico e privato in sanità.
- Perché il Consorzio, strumento di governo del progetto promosso dalla Regione Lombardia, oltre che motore della sua realizzazione, può sviluppare capacità di regia e coordinamento al servizio delle tre realtà. Attraverso un meccanismo di forte collegialità, porterà alla migliore integrazione possibile dal punto di vista progettuale delle funzioni presenti nelle tre realtà, nel rispetto dell’identità dei singoli istituti. Il Consorzio può generare un caso di eccellenza innovativo nel metodo e nel processo: in Italia non ci sono casi analoghi.
- Perché Città della Salute potrà proporsi come punto di riferimento nella ricerca e nella cura, in Europa e nell’area mediterranea, e anche oltre: sappiamo infatti che la reputazione clinica e di accoglienza spinge le persone a cercare nel mondo la migliore soluzione terapeutica.
- Perché Città della Salute guarda lontano e vuole realizzare un progetto unico e riconoscibile, innovativo nella qualità architettonica, nella governance, nel posizionamento scientifico e nella comunicazione.
- Perché Città della Salute nasce in un determinato momento storico e all’interno di un tessuto urbano di confine fra città e area metropolitana. Un’area oggi in grande rinnovamento ed espansione, che verrà segnata da un evento di grande rilevanza (potenzialmente) come Expo 2015, focalizzato sul tema dell’alimentazione.
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